PANORAMICA DELLE PRINCIPALI IMPOSTE E ACCORDI internazionali


Panoramica delle principali imposte successive all’entrata in vigore della legge n. 120 del 2 agosto 2019 sulla riforma della navigazione marittima

Compagnie di navigazione sammarinesi

Le compagnie di navigazione commerciale (trasporto di merci e persone, noleggio, charter) con sede a San Marino godono di un trattamento fiscale favorevole: hanno accesso alla normativa sugli incentivi e le agevolazioni fiscali per le società di nuova costituzione, assunzioni di personale e destinazione degli utili, e partendo da un aliquota ordinaria del 17%, possono ottenere un’aliquota fiscale complessiva che va dal 3,40% all’8,5%.

Per quanto riguarda le imposte indirette, sono esenti da imposte gli acquisti effettuati da compagnie di navigazione commerciale, quali navi nuove e relativi armamenti. I servizi navali a terra e a bordo sono soggetti a una ritenuta alla fonte del 3%.

Per l’armatore e/o per i dirigenti della società è inoltre possibile stabilire la residenza nella Repubblica di San Marino godendo di un trattamento fiscale favorevole come, per esempio, la tassazione dei dividendi pari al 3% se ricevuti dall’estero e del 5% se ricevuti da società sammarinesi.

Compagnie di navigazione e persone fisiche straniere

Gli armatori stranieri (sia persone fisiche che giuridiche) che hanno nominato un rappresentante locale a San Marino (Resident Agent) godranno dei seguenti vantaggi fiscali:

  1. Esenzione totale dal pagamento della tassa monofase sulle importazioni, che altrimenti opererebbe nell’ipotesi di iscrizione nel registro nazionale, e attualizzerebbe un’aliquota commisurata al valore della nave;
  2. Mantenimento della residenza fiscale nel proprio Paese di cittadinanza (per persone fisiche) o di costituzione (per persone giuridiche), senza alcuna tassazione sul reddito da parte delle autorità sammarinesi.

Trust

La legislazione marittima sammarinese consente inoltre di gestire la proprietà delle navi attraverso trust regolati da leggi sia straniere che locali, che possono godere degli stessi benefici fiscali sopra menzionati, a condizione che sia il disponente che il beneficiario del trust siano persone fisiche residenti all’estero o legalmente enti stabiliti all’estero.

Mutui e leasing finanziario

San Marino riconosce il ruolo strategico dei servizi finanziari per lo sviluppo del settore navale e marittimo, prendendo in considerazione tutte le tipologie di navi e operazioni (dalle navi mercantili ai servizi charter, dall’uso privato/da diporto alle navi in ​​costruzione).

Per tale motivo il quadro giuridico e regolamentare è inteso a tutelare gli interessi di banche, istituti di credito e società di leasing con il massimo grado di sicurezza, al fine di ridurre i rischi generalmente associati alle operazioni di finanziamento transfrontaliero preservando le priorità convenzionali attraverso una registrazione riconosciuta a livello internazionale sistema che dà comunicazione a terzi e consente ai creditori di far valere i propri diritti e rimedi in caso di inadempienza o insolvenza del debitore.

I mutui e le locazioni finanziarie registrate su navi/yacht registrati a San Marino possono autorizzare la parte garantita ad adottare i seguenti rimedi di inadempienza (tra gli altri):

  1. Prendere possesso del bene ipotecato (anche se detenuto da terzi);
  2. Vendere l’attività ipotecata e trattenere il relativo reddito;
  3. Eseguire tutte le azioni richieste per garantire la manutenzione continua e lo stato di navigabilità del bene;
  4. Per raccogliere i redditi generati dalla gestione e/o dal noleggio del bene;
  5. Ricevere i proventi dell’assicurazione in caso di incidenti;
  6. Annullare la registrazione ed esportare all’estero il bene.

Inoltre vale la pena ricordare che le navi/yacht ipotecati non possono essere cancellati da San Marino senza il preventivo consenso scritto delle parti garantite, così come tali parti possono scegliere liberamente le leggi che regolano il contratto finanziario stipulato con il mutuatario (comprese le leggi straniere).

In sintesi, elevati standard normativi, riconoscimento dei diritti legali e misure di esecuzione efficaci rendono San Marino un registro navale internazionale affidabile per garantire gli interessi delle parti finanziarie.

Rappresentanti e accordi internazionali

I rapporti con l’Italia sono regolati dalla convenzione di amicizia e buon vicinato del 1939 e dalla convenzione contro le doppie imposizioni operante dal 01/01/2014.

La Repubblica di San Marino ha aderito al Fondo Monetario Internazionale nel 1992 ed è Stato membro del Consiglio d’Europa, delle Nazioni Unite, dell’UNESCO, dell’IMO e dell’ICAO.

La Repubblica di San Marino è entrata a far parte del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa nell’agosto 2010 e ha firmato la convenzione multilaterale dell’OCSE nel 2013.

Il 7 giugno 2017 la Repubblica di San Marino ha inoltre firmato la Convenzione Multilaterale per l’attuazione delle disposizioni OCSE contro l’erosione delle basi e il trasferimento degli utili (BEPS).

Si segnala infine che negli ultimi anni sono stati firmati diversi accordi di collaborazione internazionale in materia di doppia imposizione e scambio di informazioni.

Unione doganale e monetaria con l’Europa

La Repubblica di San Marino ha firmato un accordo di Cooperazione e Unione Doganale con la Comunità Economica Europea; tale accordo stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella direttiva 2003/48/CE del Consiglio sulla tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi e memorandum d’intesa.

Inoltre, è stata firmata una Convenzione Monetaria con la Repubblica Italiana e l’Unione Europea e sono attualmente in fase di definizione gli Accordi di Associazione con l’Unione Europea, che attribuiranno alla Repubblica di San Marino i diritti di uno Stato Membro.

Privacy e Antiriciclaggio

La Repubblica di San Marino è membro di Moneyval dal 1998. Moneyval è un comitato di esperti all’interno del Consiglio d’Europa per la valutazione delle misure di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. San Marino, avendo recepito la direttiva 2005/60/CE e la metodologia imposta dal GAFI, è considerato un Paese Equivalente (nella whitelist). Questo è anche un punto di riferimento per Moneyval.

Per approfondimenti si rimanda alla lista di consulenti riportata nel Bulletin 01, disponibile qui.

Ulteriori informazioni:

Ministero delle finanze, del bilancio e dei trasporti di San Marino

www.finanze.sm

 Ministero degli Affari Esteri di San Marino

www.esteri.sm

 DA “Nautica & Fisco” 4° edizione

Navigazione di unità extra UE nelle acque territoriali della Comunità Europea

Le imbarcazioni da diporto battenti bandiera di uno Stato extra UE, pur essendo libere di navigare nelle acque territoriali dell’UE, sono tenute a rispettare regole specifiche stabilite in base ad un unico regolamento per tutti gli Stati membri (Regolamento CE n. 993/2001 del 4 maggio 2001 che modifica il Regolamento CEE n. 2454/1993 [1] ). Queste norme doganali consentono, a determinate condizioni, di avere accesso al territorio dell’UE, che comprende le acque territoriali dell’UE (ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 3, del regolamento (CEE) del Consiglio del 12 ottobre 1992, le acque marine della Comunità sono costituite dalle acque territoriali e acque interne degli Stati membri, escluse quelle appartenenti a territori che non fanno parte del territorio doganale della Comunità), senza che tale accesso implichi il pagamento di eventuali dazi e la garanzia. Questa procedura è denominata “ammissione temporanea” (Capitolo V Reg. CEE n. 2454/1993).

Questa procedura differisce a seconda che il mezzo di trasporto sia utilizzato per “uso commerciale” o “uso privato”. Ai fini doganali, un mezzo di trasporto è utilizzato per “uso commerciale” quando è utilizzato per il trasporto di persone o merci a titolo oneroso o nell’ambito delle attività economiche di una società, mentre per “uso privato” si intende l’uso di un mezzo di trasporto escluso qualsiasi uso commerciale (art. 555, comma 1, Reg. CEE n. 2454/1993)

Naturalmente i mezzi di trasporto comprendono anche i pezzi di ricambio, gli accessori e la normale attrezzatura di cui sono accompagnati (art. 555, comma 2, Reg. CEE n. 2454/1993).

L’ammissione temporanea può avvenire senza obbligo di richiesta di autorizzazione e in totale esenzione dai dazi all’importazione, per i mezzi di trasporto adibiti alla navigazione marittima e fluviale, purché siano rispettate le seguenti condizioni:

  1. Le unità devono essere registrate al di fuori del territorio doganale dell’Unione Europea.
  2. La registrazione deve essere a nome di una persona fisica o giuridica stabilita al di fuori del territorio doganale dell’Unione Europea o, in caso di mancata registrazione delle unità, devono essere di proprietà di una persona stabilita al di fuori del territorio doganale dell’Unione Europea Unione (art. 558, comma 1, lettera a) del Regolamento CEE n. 2454/1993).
  3. Le unità devono essere utilizzate da persone residenti al di fuori del territorio doganale dell’Unione Europea, salvo le eccezioni di seguito indicate (art. 558, comma 1, lett. b), Reg. CEE. N. 2454/1993).
  4. Le unità devono essere utilizzate esclusivamente per trasporti che iniziano o terminano al di fuori del territorio doganale dell’Unione Europea. Tuttavia, è possibile derogare a tale regola se, nel settore dei trasporti in questione, esistono norme che prevedono espressamente la possibilità di utilizzo per il traffico interno relative, in particolare, alle condizioni di accesso ed esecuzione (art. 558, comma 1, lettera c), del Reg. 2454/1993 [2]).

Per le unità ad uso privato che battono bandiera di uno Stato al di fuori dell’Unione Europea, l’ammissione temporanea è limitata ad un periodo di permanenza nelle acque territoriali italiane trascorso il quale sorge l’obbligo di richiedere l’importazione definitiva. Dopo questo periodo (il cosiddetto “termine di scarico”), devono essere pagati i dazi doganali e l’IVA. Tale termine è attualmente di 18 mesi (art. 562, lett. E), Reg. CEE. N. 2454/1993).

Se l’unità non è stata trasferita fuori dalle acque territoriali dell’Unione Europea entro il termine di appuramento, o se non è stato applicato un diverso regime doganale, o non è stata importata definitivamente in Italia, si tratta di contrabbando penalmente punibile è determinato (art. 216, comma 2, DPR 23 gennaio 1973, n. 43).

Per le unità impegnate nel trasporto marittimo per uso commerciale, invece, il termine di scarico non è fissato in un periodo di permanenza nelle acque territoriali. Il termine è invece determinato con riferimento al tempo necessario per effettuare le operazioni di trasporto (art. 562, lett. B) Reg. CEE. 2454/1993).

Il periodo di scarica è interrotto nel caso di unità tenute in deposito, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  1. Il luogo di immagazzinamento dell’unità deve essere comunicato alle autorità doganali locali allegando la licenza di navigazione insieme alla richiesta di apposizione dei sigilli.
  2. L’unità deve rimanere in giacenza per almeno tre mesi consecutivi.

Al termine del periodo di giacenza, la stessa autorità doganale provvederà a rimuovere i sigilli e restituire la licenza di navigazione. In tal caso, il termine originario di scadenza del vincolo delle merci in ammissione temporanea viene prorogato per il periodo di tempo in cui il bene non è stato utilizzato.

Per quanto riguarda gli yacht battenti bandiera extracomunitaria e utilizzati per charter nelle acque territoriali italiane, ogni confusione circa la loro legalità è stata recentemente eliminata con una modifica apportata al regolamento italiano delle imbarcazioni da diporto che prevede espressamente tale possibilità (art. 60 del Decreto Legislativo n. 1/2012, convertito con modificazioni in Legge n. 27/2012, ha modificato il terzo comma dell’articolo 2 del Codice delle imbarcazioni da diporto prevedendo che possa essere esercitata un’attività commerciale di noleggio e locazione di imbarcazioni da diporto in Italia utilizzando anche imbarcazioni da diporto battenti bandiera extra UE).

Si segnala infine che gli armatori di questi yacht, al fine di evitare eventuali problemi legati alla mancanza di uno qualsiasi dei requisiti per qualificarsi all’ammissione temporanea, spesso procedono ad importarli in un Paese della UE pagando la relativa IVA. .

[1] The EEC Regulation no. 2454/1993 was abrogated. The new Regulation is the EU Delegate Regulation 2015/2446

[2] Article 217, letter e), of the EU Delegate Regulation 2015/2446